Spark per Foggia: la città che vorrei

“Tu cosa puoi fare per (TEDx) Foggia come Designer?”, disse Beppe guardandomi dritto negli occhi, dopo aver calmato Trudy che abbaiava a un barboncino particolarmente antipatico che gironzolava per l’isola pedonale, in una assolata mattinata della scorsa primavera.

ObertyQuesta domanda (che sembra estratta dal discorso di insediamento di Kennedy… mutatis mutandis) fece immediatamente esplodere nel mio immaginario i cassetti con le etichette “Città” e “Foggia” e di seguito tanti flashback con gli esami di Urbanistica e le analisi dei quartieri settecenteschi, delle piazze triangolari, dei monumenti bianchi dell’ing. Oberty (Pronao della Villa, Teatro Giordano, Chiesa dedicata a San Francesco Saverio, più nota come Chiesa delle Colonne, n.d.r. – foto a destra, ph. Michele Sepalone), dei Piani Regolatori redatti e puntualmente disattesi alle voci verde, attrezzature e spazio pubblico. 

LA PORTA DEL MARE

E poi ho pensato alle città in cui l’urbanistica ha realmente funzionato: Barcellona, ad esempio, nel 1992, in occasione delle Olimpiadi, fece rinascere i quartieri più popolari, dando vita a spazi aperti, con la collaborazione pubblico/privato.

Senza andare tanto lontano, Pescara, dove ho studiato e lavorato, portava a termine nel 1993 un intervento di arte urbana con la coloratissima Porta del Mare di Franco Summa, realizzata in Piazza Primo Maggio (foto a sinistra, ph. Franco Summa).

E poco dopo mi resi conto di quanto siano importanti gli spazi pubblici per vivere le relazioni tra le persone, quando gli amici dell’Università di Waterloo, in Ontario, Canada, dove ho trascorso un semestre come exchange student, si divertivano semplicemente bevendo una Peroni in strada. Vero è che un simile passatempo non è consentito dalle loro parti, ma che una strada fosse la migliore location per trascorrere una serata proprio non mi riusciva di immaginarlo.

Foggia diventò in un momento lo sfondo di nuovi progetti: le immagini di oggetti e forme si sovrapponevano alle chianche delle pavimentazioni del centro storico, i colori vivi e sgargianti apparivano sulle pareti chiare di tufo dei palazzi antichi.

Quello che ne veniva fuori era una città che vive nei suoi scambi, nel suo movimento in strada e nei rapporti che ne scaturiscono fra le persone.

Il TEDx nella mia idea doveva, quindi, semplicemente aggiungere a questi movimenti una nuova spinta, doveva mettere degli accenti a un linguaggio da diffondere fra tanti, una spinta di idee ed energia: e che cosa è meglio delle Scintille per un’esplosione di idee? 

Spark Giordano

Quello che ho fatto è stato quindi rendere le Spark degli oggetti urbani a servizio degli spazi aperti, elementi evidenti nello scenario delle piazze foggiane per evidenziare monumenti e scorci urbani.

Sedute pubbliche lunghe come una barca come se ci fosse un mare di idee e di parole da solcare; una prua dritta e tagliente per rompere l’immobilismo delle posizioni e dei pareri e un profilo sfaccettato come i punti di vista di chi ci si appoggia per chiacchierare con un amico.

Spark LanzaUn segno colorato e luminoso nella città: POP come un lampo in un fumetto e popolare come luogo di collisione di idee ed esplosione di proposte per… la città che vorrei!   

Fabio Contillo
Designer

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