Umberto Giordano: vita e opere di un compositore senza tempo

“Sei di Foggia? Ahia! Come fate a vivere con tutta quella criminalità?”

È questo il motivetto costante, un disco che gira a vuoto fermo sulla stessa traccia, monotona come i commenti di chi Foggia la conosce solo attraverso i telegiornali. Ma Foggia è qualcosa di più, è la classica “Ghost Track” di un album che non finiamo di ascoltare. Che se solo avessimo la pazienza di tenerlo a tutto volume, riusciremmo a carpire anche i minimi dettagli, quelli che fanno la differenza. Proprio la musica, l’arte, hanno contraddistinto Foggia per decenni.
In quella stanza chiusa a chiave del nostro castello ideale, c’è un personaggio che ha saputo rendere la nostra città un letto morbido per il movimento culturale e musicale. Parliamo di Umberto Giordano, compositore foggiano dei primi del novecento. Giordano nasce a Foggia il 28 agosto del 1867, f
iglio di un farmacista che lo voleva medico. Un giovane di talento, tra i tanti di quell’epoca. Ma il suo era un talento puro, cristallino, autore raffinato ed esponente del nascente “verismo operistico”. Diplomato al Conservatorio di Napoli, Umberto Giordano si caratterizza per il fortissimo senso del teatro e per l’inventiva melodica ricca e generosa, d’accento incisivo, oltre che per la spontanea eloquenza, di suggestiva ed efficace immediatezza. Artista capace di sfidare il tempo, l’evoluzione musicale e i repentini cambi di registro culturali. Si afferma con opere liriche come “Andrea Chenier” e “Fedora”, quest’ultima l’opera probabilmente più famosa e stilisticamente perfetta. Una compostezza musicale e di scrittura che hanno fatto di lui uno degli esponenti più rappresentativi dell’opera lirica italiana. Mala Vita, Regina Diaz, Siberia, Marcella, Mese Mariano, sono tra le opere più rappresentative dell’artista foggiano. Senza dimenticare Madame Sans Gene, rappresentata al Metropolitan di New York con la direzione di Arturo Toscanini. Con quest’ultima, Giordano riuscì a misurarsi con una nuova struttura musicale, più vicina al taglio teatrale e con attenzione crescente verso la parte orchestrale.
A lui sono dedicati il Conservatorio di Musica, il Teatro Comunale ed una piazza, situata nel centro cittadino. La statua che “protegge” la sua città natale è collocata in Via Lanza, una delle vie principali di Foggia. Accanto a lui, sono state collocate altre statue rappresentanti i personaggi più famosi delle sue opere liriche.
Umberto Giordano muore a Milano il 12 novembre del 1948. Anche nella cittadina lombarda (e non solo) l’amministrazione ha deciso di dedicare a lui una piazzetta centralissima, alle spalle della più nota San Babila. Anche Torino ha voluto rendergli omaggio, dedicandogli una via nel quartiere Barriera di Milano. Il giusto omaggio per un talento puro della nostra terra, entrato di diritto nell’Olimpo dei grandi autori, che con le sue opere ha contribuito a mantenere viva la fiamma culturale della nostra città, rendendolo di fatto tra i più grandi nel mondo della lirica di tutti i tempi.

  Antonio Solimine

          

        

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