Forestiero, benvenuto a Foggia!

Ti avranno detto mille volte di fuggire da Foggia, ma tu non farlo: resta con noi, facci prima spiegare.

Ciao forestiero, benvenuto a casa nostra. Ti vedo spaesato e titubante, cosa c’è che non va?
Ah, capisco ti hanno detto che non c’è molto da vedere, qui; ti hanno detto di passare oltre e visitare altri luoghi.  Ti svelo un segreto, forestiero: ti hanno detto male.

Vieni con noi, che ti facciamo fare un giro per le strade della nostra città. Vieni con noi, che ti facciamo visitare prima di tutto la nostra cattedrale, la cui storia ci riporta all’epoca di Roberto il Guiscardo, nel 1081; vieni, entriamo, che ti facciamo dare uno sguardo alla cripta e ti facciamo ammirare il quadro della Madonna dei Sette Veli. Se ti va ti raccontiamo anche la sua storia, è davvero molto affascinante.

Quando ogni suo dettaglio ti sarà rimasto impresso, andremo via di lì e camminando per la piazzetta, inebriati dagli odori del mercato e di una città che vive la sua giornata, giungeremo alla Chiesa delle Croci, con le sue cinque cappelle: qui potrai sentire il richiamo dei pastori, che, per riposarsi dopo tanto peregrinare, si fermavano a pregare in questo luogo di culto pregno di arte. Per arrivarci, dovremo passare davanti alla chiesa di Santa Chiara e siamo sicuri che ci chiederai di visitarla. Ti commuoverai un po’ per la sua storia, ma rimarrai comunque folgorato dalla sua maestosità.

Continueremo a percorrere via Arpi, fino al conservatorio dedicato a Umberto Giordano e ti diremo che, a questo nostro concittadino e grande compositore italiano, abbiamo voluto dedicare anche un teatro – oltre che una piazza – e ti porteremo a visitarlo, perché sarebbe un vero peccato perderselo.

Dopo il teatro, ti porteremo a fare una pausa in qualche bar del centro, per darti il tempo di imprimere bene nella mente tutto ciò che hai ammirato e scoperto. Ma, proprio quando penserai di aver visto tutto quello che c’è da vedere, ti parleremo della chiesa dei Morti, di Federico II e di quel Medioevo rimasto incastrato sotto terra, sotto gli strati di cemento moderni.

E solo dopo questa tappa, solo allora, ti diremo che, per il momento, può bastare. Non hai visto tutto, mancano ancora all’appello la chiesa di San Francesco Saverio e i palazzi storici dei nobili, ma per quelli c’è tempo, quelli te li racconteremo un altro giorno, quando tornerai a trovarci.
Perché lo farai, tornerai a trovarci.  

          

Ilaria Orzo

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