Espressioni artistiche anti COVID-19

Le arti e le espressioni figurative da sempre sono catarsi della sofferenza, oltre che diletto per gli occhi. In particolare, sembra che il Covid-19 abbia stabilito nuovi canoni estetici e di comunicazione, dalla pubblicità all’arte in tutte le sue forme, per superare la paura. 

espressioni-artistiche

Ne ha parlato il nostro creative director Gianfranco del Vicario con l’artista Patrizia Pfenninger e l’illustratore Marco Goran Romano in occasione del quarto appuntamento con Live Future dal titolo Espressioni artistiche anti Covid-19.

Rappresentare il nemico serve ad affrontarlo? 

Tutto ciò che noi riteniamo essere a distanza di sicurezza, che non ci tocca, rischia di travolgerci come un’onda che non vogliamo vedere e che poi vediamo troppo tardi.

Patrizia Pfenninger

Secondo l’artista bisogna affrontare il nemico per conoscerlo. Molto spesso si tratta di un nemico invisibile che è anche solo nella testa e che inevitabilmente si riflette nei gesti: sono quelle che lei chiama “pandemie mentali”. Queste catastrofi, ritiene, sono in qualche modo conseguenza del nostro atteggiamento. 

L’unico modo per guardare il nemico negli occhi con curiosità, amore e altruismo è avvicinarci alle tematiche globali perché, come ha dimostrato questa emergenza, siamo tutti inevitabilmente e realmente connessi.

Provare a rappresentare l’ignoto, più che il nemico, è ciò che secondo Goran caratterizza l’uomo da sempre. In una sorta di processo curativo, cerchiamo sempre di capire e interiorizzare il contesto che ci circonda.

Possiamo poi usare la paura come motore generativo invece che come terrore che ci schiaccia e ci paralizza, suggerisce Patrizia Pfenninger. Probabilmente è fondamentale farlo per non soffocare quel sentimento, vivere un’esperienza “purificatrice” e indurre uno stimolo di riflessione nello spettatore.

L’illustratore, che ha trovato nell’isolamento del lockdown una spinta per lavorare senza interferenze, ci suggerisce tra le espressioni artistiche più interessanti di questo periodo “I Proiezionisti Anonimi di Colli Aniene” che con mezzi nuovi hanno contributo ad un progetto tutto nuovo di social design. 

La comunicazione è stata la nostra finestra sul mondo, asserisce poi Patrizia che, attraverso tre esempi, ci fa riflettere sul fatto che aldilà delle immagini è stata la voce la nuova interfaccia, l’elemento di riflessione. 

Secondo entrambi il momento storico di emergenza non ha prodotto un vero invito al cambiamento ma ci ha indotti tutti a riflettere sul senso di quello che facciamo e su come sia possibile risolvere un problema in modo concreto e nel minor tempo possibile, come hanno fatto i Fab Lab di Italia per rispondere all’emergenza delle mascherine.

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