Buone pratiche per vivere meglio la quotidianità

Le storie e i consigli di Cristina Milani, Francesca Vecchioni e Felice Limosani

La gentilezza è la delizia più grande dell’umanità, disse Marco Aurelio. Dello stesso avviso è sicuramente Cristina Milani, fondatrice di Gentletude, ONLUS che ha come obiettivo la diffusione di questa qualità, e presidente del World Kindness Movement dal 2017. Oggi, spesso, la gentilezza è messa in secondo piano a favore dell’individualismo e della competizione soprattutto nell’ambiente di lavoro dove, invece, potrebbe migliorare la qualità del tempo passato con i colleghi, favorire la collaborazione e la produttività a vantaggio sia dell’azienda sia degli stessi lavoratori. “Se siete gentili le persone lavorano meglio, le relazioni sociali migliorano, e tutti potete essere più felici”, afferma Cristina che diffonde la pratica della gentilezza con lezioni e corsi nelle scuole e nelle aziende. 

Essere gentili non è semplice, ma aiuterebbe a vivere meglio e ad affrontare le difficoltà quotidiane con uno spirito diverso, più positivo rispetto al solito. Animati dalla gentilezza saremmo anche più inclini all’accoglienza, al rispetto del prossimo e delle diversità, all’inclusione, tutti valori fondamentali in una comunità.

A proposito di inclusione e di buone pratiche da adottare nell’ambiente di lavoro, Francesca Vecchioni, esperta di comunicazione, linguaggi, media, hate speech e diritti umani, porta avanti il Diversity Brand Summit, progetto che mira a sensibilizzare i brand a essere più inclusivi. Infatti, dai dati raccolti nella ricerca supervisionata dal Comitato Scientifico presieduto da Sandro Castaldo, Professore di Marketing presso l’Università Bocconi di Milano, è emerso che le aziende considerate più inclusive dai consumatori hanno circa il 17% in più di ricavi rispetto alla media: questo probabilmente perché abbiamo più fiducia in loro rispetto ad altre realtà. 

Francesca Vecchioni è anche presidente di Diversity, organizzazione no-profit impegnata a superare le discriminazioni di razza, età, condizione socio-economica e genere. In una società eterogenea come la nostra, a volte la diversità potrebbe intimorire, la si percepisce come un ostacolo, non come una ricchezza e quindi c’è ancora tanto lavoro da fare. “Solo l’incontro di punti di vista e attitudini differenti può produrre qualcosa di buono. La storia lo dimostra: l’evoluzione è all’insegna della diversità”, afferma Francesca.

Risultati sorprendenti si ottengono anche unendo discipline diverse. Felice Limosani, tra i principali innovatori italiani riconosciuti in ambito internazionale, lavora con l’obiettivo di rimuovere i confini fra arte, design, tecnologia, cultura, esperienza e intrattenimento. Proprio come abbiamo sottolineato finora anche con le parole di Francesca Vecchioni, Felice dice che “siamo in una società liquida dove i contorni sfumati sono una risorsa e non un limite” ed è proprio in corrispondenza di questi contorni e delle interazioni tra elementi diversi che nascono le intuizioni, le idee innovative. “Il nostro universo è ormai un multiverso: è un problema? No, è un’opportunità, un regalo”.

Felice Limosani è stato DJ e produttore musicale, ha fondato la start up SKYBAR wireless lifestyle support, prima APP di messaggistica MMS (Nokia 2001); ora è un creativo, membro del comitato scientifico della Fondazione Matera, Capitale della Cultura Europea 2019, e collabora in tutto il mondo con architetti e studi di design. Nel suo lavoro unisce linguaggi diversi per creare esperienze immersive e innovative.  

Sabato 30 novembre 2019 ascolteremo le loro testimonianze e le loro storie per poi uscire dal Teatro Umberto Giordano con uno spirito diverso o con l’idea di osservare ciò che ci circonda da un’altra prospettiva, magari con più gentilezza e senza limiti imposti da sovrastrutture o pregiudizi perché il TEDx è anche questo: libertà di pensare e libertà di agire. 

Concetta Lapomarda

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