TEDSummit 2019: la famiglia TED a Edimburgo

La grande famiglia TED si è riunita a Edimburgo, in Scozia. Perché proprio qui? Perché siamo molto affezionati a questa città dove si è già tenuto il TEDGlobal per tre anni consecutivi a partire dal 2011 e dove si fondono storia, cultura e bellezza in modo eccezionale. I membri di ben 84 paesi si sono dati appuntamento dal 21 al 25 luglio scorso per incontrarsi, confrontarsi, definire il prossimo capitolo di TED e, ovviamente, seguire diversi talk: ritagliarsi alcuni momenti per stare insieme, per condividere idee ed esperienze, è emozionante e fondamentale nella famiglia TED. Così, fra uno spettacolo musicale e l’altro che hanno aperto ogni sessione, si sono susseguiti più di venti talk.

Sul portale ufficiale sono presenti i dettagli degli interventi che hanno spaziato dalla politica all’intelligenza artificiale, dall’ambiente alla biologia, mentre qui di seguito trovate gli speaker coinvolti.

I TEDtalk

Cosa significa vincere? Pico Iyer, romanziere e saggista che ha aperto la prima sessione, ha puntato l’attenzione proprio su questo e, in particolare, sul concetto che il risultato finale sia un insieme armonioso di parti, quindi molto più di una semplice somma. Inoltre, ha sottolineato che il contrario di vincere non è perdere, ma non riuscire a vedere un disegno più grande. Nella stessa sessione, Jochen Wegner, giornalista ed editore del settimanale tedesco Zeit Online, Hajer Sharief, attivista e cofondatrice della Fondazione Together We Built It, Mariana Lin, progettista di Intelligenza Artificiale e Siri, Carole Cadwalladr, giornalista investigativa, e Susan Cain, rivoluzionaria pacifista, accompagnata dal violino dell’artista sud coreana Min Kym.

La seconda sessione, dedicata all’impatto antropico sul nostro pianeta e a quello che possiamo fare per ridurlo, ha visto come relatori Tshering Tobgay, politico, ambientalista ed ex Primo Ministro dello stato himalayano Bhutan, María Neira, dottoressa spagnola, funzionaria e diplomatica internazionale, Tim Flannery, ambientalista, esploratore e professore, Kelly Wanser, esperta di geoingegneria e direttrice esecutiva di SilverLining, Nicola Jones, giornalista scientifico, Marwa Al-Sabouni, architetto e Ma Yansong, architetto e artista, che ha chiuso proponendo un’architettura che si integri con le forme della natura circostante per liberarci di quella che chiama città a “scatola di fiammiferi”.

George Monbiot ha aperto la terza sessione dedicata ai problemi che il mondo deve affrontare. Il giornalista investigativo, autoproclamatosi “piantagrane professionista”, ha puntato tutto sulla sua “politica dell’appartenenza” basata sulla convinzione che le persone siano altruiste e che, collaborando, possano costruire un mondo migliore. Subito dopo sono saliti sul palco Nick Hanauer, imprenditore, Raghuram Rajan, economista ed ex governatore della Reserve Banca of India, Marco Tempest, cyber illusionista, con i suoi droni danzanti, Rachel Kleinfeld, democracy advisor e autrice, Danielle Citron, professoressa di giurisprudenza a Boston e studiosa di deepfake, un algoritmo che sovrappone immagini e video con lo scopo di creare dei prodotti molto realistici ma completamente fake, e, infine, Patrick Chappatte, fumettista editoriale e giornalista grafico.

Le idee grandiose sono state protagoniste della quarta sessione. Aperta da Margaret Heffernan, imprenditrice, ex CEO e scrittrice, ha visto intervenire Bob Langert, esperto di sostenibilità e vicepresidente della sezione sostenibilità per Mc Donald’s, Rose Mutiso, scienziata nel campo energetico, Mariana Mazzucato, economista e influencer nella politica, Diego Prilusky, pioniere nel campo video, che ha focalizzato l’attenzione su una rivoluzione nella narrazione visiva che diventerà immersiva e ancora più coinvolgente. Infatti, grazie a dei sensori che catturano luce e movimento da ogni direzione possibile, nei prossimi anni potremo guardare un film come se facessimo parte della narrazione esplorando la scena da diverse prospettive.

Nella quinta sessione sono stati trattati diversi argomenti: dal benessere collettivo che, secondo la prima ministra scozzese Nicola Sturgeon, non dipenderebbe solo dalla ricchezza della popolazione, ma anche dalla felicità della comunità, allo studio dei meccanismi biologici con la biologa computazionale Sara-Jane Dunn; dall’educazione dei bambini approfondita da Sonia Livingstone, psicologa sociale, alla visione di Howard Taylor, difensore della sicurezza dei bambini, su come sarebbe la società se gli atti di violenza sui bambini cessassero; infine, in chiusura, due approfondimenti sulla società moderna fatti rispettivamente dallo storico della cultura Fay Bound Alberti e dallo scrittore Carl Honoré.

Tra gli speaker della sesta e ultima sessione, il giornalista svizzero-britannico Johann Hari, il cardiologo Sandeep Jauhar che ha approfondito il modo in cui le nostre emozioni incidono sui nostri cuori, l’esperta di e-governance Anna Piperal, il CEO del sito di contenuti virali Upwothy Eli Pariser e il poeta Poet Ali con la sua panoramica sui diversi linguaggi, così importanti perché danno accesso a nuovi mondi.

Tanti paesi partecipanti, tanti speaker coinvolti, tanti argomenti affrontati, tanti spunti di riflessione che arricchiscono il nostro modo di pensare e di agire. In fin dei conti TED è proprio questo: idee che vale la pena diffondere ma anche idee che vale la pena ascoltare e condividere. Sempre.

Concetta Lapomarda

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