TED conference 2019, Bigger than us


“Bigger than us”, “Più grande di noi” è il tema della conferenza annuale TED che stiamo vivendo. I relatori si stanno susseguendo sul palco proprio in questi giorni raccontando le loro “idee che vale la pena diffondere”.

Oggi sembra tutto più grande di noi, dalle decisioni politiche alle attività tecnologiche fino ai cambiamenti in atto, e tutto ciò genera riflessioni e domande sempre più impegnative e più profonde a cui dare risposta. A Vancouver, nella settimana dal 15 al 19 aprile 2019, proviamo a confrontarci e a condividere idee esplorando mondi diversi, dalla scienza all’arte, dalla tecnologia all’economia, con l’obiettivo di arricchire le nostre esperienze e di trovare la nostra personale ispirazione.

 Gli speaker sono più di 60 e il programma è organizzato in diverse sessioni nel corso dei vari giorni. Giusto per citarne alcune: verità, audacia, immaginazione, mistero, gioco, meraviglia, il tema principale della conferenza, “Bigger than us” è declinato in modo diverso a seconda  del vissuto del relatore.

Finora le aspettative sono state più che rispettate.

Stiamo illuminando luoghi davvero bui.  Sheperd Doeleman , direttore del progetto Event Horizon Telescope, non ha potuto fare a meno di parlare dell’immagine del buco nero che ha fatto il giro del mondo, mentre alcuni luoghi hanno ancora bisogno di essere iluminati, in riferimento all’inchiesta sugli annunci di Facebook che la giornalista britannica Carole Cadwalladr ha portato sul palco.

Spazio anche ai consigli per vivere meglio i nostri rapporti quotidiani come l’uso, durante le conversazioni, dell’attivo empatico “ho capito” invece del passivo “sto ascoltando” che il sondaggista politico Frank Luntz ha suggerito nel suo intervento; spazio  a metodi alternativi per approfondire la biologia con la biologa Danielle N. Lee e la sua versione di “O.P.P.” dei Naughty by Nature per illustrare il concetto della “copulazione extra-coppia”.

Siamo ancora all’inizio della settimana e già tanti input sono stati lanciati, interessanti idee sono state condivise e forti emozioni ci hanno raggiunto; continuiamo a seguire la manifestazione sul sito e sui canali social, a raccogliere a piene mani da questo flusso di innovazione, ma anche a guardare ciò che ci circonda con più attenzione perché, come ha detto la poetessa ed educatrice Sarah Kay nel suo intervento, “Forse non è il mio lavoro inventare qualcosa di nuovo. Forse, invece, è il mio lavoro ascoltare ciò che l’universo mi sta mostrando”.

Concetta Lapomarda

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