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Lo Spazio come laboratorio del possibile

Nel cinquantesimo anniversario dell'allunaggio si sono giustamente ricordate le numerose innovazioni introdotte nella nostra vita quotidiana grazie all'impresa della corsa allo spazio, all'inedito sforzo tecnologico finalizzato a un obiettivo di conquista pacifica (o quasi, perché l'allunaggio avviene in piena guerra fredda!). Quello che all'epoca è stato in larga parte un effetto collaterale, costituisce oggi l'approccio fondamentale della ricerca spaziale: identificare soluzioni avanzate che, dopo essere state "dimostrate" in una o più missioni spaziali, vengano ridotte a una dimensione fruibile dai mercati di massa.
Tuttavia questa è solo una, la più nota, delle implicazioni dello spazio come laboratorio. La nuova space economy, il grande e confuso insieme dei modelli di business che supportano la corsa allo spazio di questi ultimi mesi, compendia, fra le novità più promettenti, l'attività sperimentale in microgravità, I test in microgravità consentono non solo di migliorare molti processi industriali, consentendo lo sviluppo di nuove tecnologie immediatamente utilizzabili nelle imprese, nei laboratori artigiani, nei laboratori scientifici, ma stanno rivelando applicazioni sorprendenti nella ricerca medica, in particolare nello studio delle cellule staminali e nella lotta al cancro. Lo spazio è, quindi, un vero laboratorio, nel quale approfittare di condizioni uniche, sostanzialmente irriproducibili sulla terra, per innovare, testare, migliorare, scoprire. Scoperte nella scoperta, una camera magica sospesa nel vuoto siderale.
C'è un altro aspetto che rende lo spazio un laboratorio del possibile: la scarsità. Le condizioni nello spazio sono estreme per tante ragioni: temperature rigide, radiazioni, sollecitazioni violente ma, soprattutto, la scarsità. Scarsità di quasi tutto, di gravità, ovviamente, di ossigeno, di risorse ma, sopra ogni cosa, di competenze.
Il deficit più rilevante con il quale fare i conti, infatti, è quello delle competenze specialistiche, poiché non è possibile inviare equipaggi numerosi ed è quindi necessario che tutti sappiano fare un po' tutto. Questo problema sarà tanto maggiore nei primi insediamenti umani sulla Luna o su Marte, domani. Questa condizione ci costringe ad aguzzare l'ingegno e a sviluppare tecnologie che aiutino anche persone senza competenze super specialistiche a svolgere compiti delicati, altrimenti appannaggio di pochissimi.
Questa è l'innovazione, che non si produce quando un singolo membro - o un gruppo ristretto della collettività - matura una competenza inedita, ma quando una capacità diviene fruibile da tutti e dopo essere divenuta fruibile diventa, finalmente, accessibile. Lo spazio ci costringe a progettare direttamente in questa fase, quella dell'accessibilità, stimolandoci a trovare soluzioni abilitanti per consentire a piccoli gruppi di persone - magari a un singolo individuo - la possibilità di accedere a un'ampia gamma di abilità, anche molto delicate.
Questa nuova sfida, l'obiettivo di colonizzare i pianeti del sistema solare, produrrà quindi un effetto collaterale affascinante: ci farà compiere un balzo in avanti collettivo, muterà modi e forme di ricercare ed esercitare certe competenze, a livello sociale, macroscopico.
Il laboratorio dello Spazio ci consegnerà, quindi, auspicabilmente nuovi pianeti ma, prima di tutto, trasformerà il nostro, io credo in meglio. Napoletano, nato nel 1981 e appassionato di arti marziali. Da bambino sognava di essere un cavaliere, così si è laureato in storia medievale con una tesi sui cavalieri aragonesi.
Per proteggere la sua passione, ha scelto di dedicarsi ad altro: prima alle forme mentali con le quali l’uomo rappresenta il suo rapporto con il Circostante, poi ai processi di innovazione dal basso. Da cinque anni si occupa di ricerca e tecnologie di frontiera aiutando i ricercatori e le startup a sviluppare le loro intuizioni e a portarle sul mercato. A gennaio 2019 ha fondato, in collaborazione, Yourscience BC, un’agenzia di supporto all’innovazione. Negli ultimi due anni ha traghettato nel sud Italia importanti aziende americane, inglesi, tedesche, israeliane, attive in ambito spazio e biomed, mentre precedentemente ha aiutato aziende e centri di ricerca italiani ed europei a entrare in altri mercati. This talk was given at a TEDx event using the TED conference format but independently organized by a local community. Learn more at https://www.ted.com/tedx

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